Livorno, 18 settembre 2025 – Dopo la débâcle di Pesaro e le tre sconfitte di fila si continua con Formisano, i dirigenti del Livorno Calcio confermano la fiducia al giovane allenatore ingaggiato in estate, questa mattina nel corso della conferenza stampa allo Stadio. Ma occorre un deciso serrate le fila e prendere le distanze da alcune “voci” sulla vita extracalcistica dei giocatori riguardanti stipendi e affitti, “voci” venute fuori da alcuni, compresi l’allenatore e i tifosi, sui social soprattutto. Luca Mazzoni e Alessandro Doga chiedono una decisa reazione in tutti i sensi. Il primo è visibilmente innervosito dalla situazione che si è venuta a creare: “Le parole dell’allenatore sono state un’uscita molto infelice ma si va avanti insieme. Sono stati fatti dei riferimenti alla vita fuori dal campo dei giocatori e allora abbiamo deciso di ascoltarli ad uno ad uno per capire quali fossero questi problemi extra campo e abbiamo rilevato solo due situazioni riguardo alle abitazioni e a dei cambi di affitto dovuti a dei lavori strutturali. Cose minimali, per il resto si tratta solo di parole al vento”. Il Direttore Generale ci tiene a dimostrare di avere ragione su tutta la linea e sottolinea l’infondatezza delle affermazioni in questione, e per questo motivo sì arrabbia moltissimo: “Mettiamo una pietra sopra alle parole del mister e facciamo un ragionamento più approfondito. Le voci di grossi guai fuori dal campo hanno creato un clima molto pesante. Nessuno dorme in macchina e gli stipendi vengono pagati. Dopo i risultati negativi è normale che ogni problema, e sottolineo che nessuno è perfetto e quindi non lo siamo nemmeno noi, venga strumentalizzato per crearsi un alibi. Gli stipendi possono essere pagati a partire dal 15 ottobre e noi abbiamo già pagato quelli di luglio, non so quante altre società fanno lo stesso. Per quanto riguarda le abitazioni nessun giocatore è senza tetto e dorme in macchina o in roulotte. La società provvede a pagare tutti gli affitti e per quanto riguarda i ragazzi che hanno avuto problemi con il cambio di affitti a causa dei lavori abbiamo pagato le camere d’albergo e le soluzioni alternative”. Tutte le accuse vengono ricusate e Mazzoni esplode: “Appena c’è un problema in campo ci si attacca a cxxxxxe”. Annunciato dalla dirigenza anche l’acquisto ufficiale del campo sportivo a Banditella, l’entourage del Livorno la scorsa domenica non ha neanche seguito la prima squadra per un impegno importante con le squadre dei bambini. “Ma tutto quello che abbiamo fatto non interessa a nessuno – ancora Mazzoni – la nostra società non piace”. Per quanto riguarda le prestazioni sportive è Alessandro Doga a prendere la parola, non prima di aver mandato un messaggio d’affetto all’ex compagno Igor Protti, alle prese come sappiamo da una grave malattia e una prova difficilissima da superare: “Io e Protti ci conosciamo da 25 anni e negli ultimi due non ci siamo trovati d’accordo su alcune questioni. Conoscendo il carattere di entrambi so che resteremo ambedue col proprio punto di vista. Gli auguro tutta la fortuna necessaria per superare nel miglior modo possibile questo periodo difficile e spero che in futuro potremmo cancellare il nostro litigio. Gli invio un grande abbraccio”. Tre sconfitte in fila e il nuovo campionato professionisti che è iniziato nella maniera peggiore. La parola d’ordine è non guardarsi alle spalle e pensare alle prossime fare e fare il meglio possibile, ad iniziare dalla sfida di sabato con l’Ascoli: “Nella gara con la Juventus abbiamo sfruttato poco le occasioni e le ripartenze nel primo tempo e gli errori individuali hanno fatto la differenza. Con il Guidonia non ci sono scusanti per la vera e propria figuraccia che abbiamo fatto sbagliando la gestione del match e dimostrando poca umiltà. Per la partita con Vis Pesaro la prestazione è stata condizionata dall’inferiorità numerica”. La chiusura è ancora nei confronti dell’allenatore, secondo il giudizio dei dirigenti, troppo esposto a livello mediatico, quindi via ad un piccolo silenzio stampa con l’abolizione delle conferenze pre-partita ma non di quelle classiche, la domenica.












