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La destra è il vero problema per la sicurezza, prende la parola Raspanti

L'intervento dell'assessora al sociale

Livorno, 12 luglio 2026 – Dare voce alla paura e poi utilizzarla come strumento politico, è la destra la vera nemica della pubblica sicurezza, ne è esempio quello che sta facendo il governo Meloni. È l’assessore al sociale Andrea Raspanti a firmare questo intervento e a proseguire riguardo all’analisi del tema a livello locale, riferendosi a quella battaglia social più volte tirata in ballo anche dal sindaco Luca Salvetti, come responsabile di varie instabilità e malcostumi, tra i post di Perini e di altri. Cos’è che abbrevia le distanze in senso negativo nei confronti dell’altro tramite l’utilizzo dei social? Quale è l’ingrediente sociale che viene a mancare, il rispetto, l’educazione, la civiltà? Ecco l’intervento dell’assessore al sociale:

Bene ha fatto il Tirreno a segnalare la deriva del linguaggio dei social, ma, se vogliamo arginarla, indignarsi non basta: occorre anche riflettere sulle cause e agire. Come si arriva a questo punto? Come si arriva a odiare? Al punto in cui l’odio prende il posto della politica? Sicuramente non dobbiamo trascurare l’effetto della tecnologia digitale, su almeno due piani. Il primo: le persone dietro a uno schermo (uno schermo, qualcosa dietro al quale ci nascondiamo e ci proteggiamo) tendono spesso a essere peggiori che nella realtà. Il secondo: la tecnologia digitale opera una normalizzazione della violenza. Esposto continuamente a immagini violente, il nostro sistema nervoso centrale è sottoposto a uno stress costante e, per difesa, tende a desensibilizzarsi. Più violenza vediamo, più stress accumuliamo, meno sensibili alla violenza diventiamo. Non solo: immersi in questo bagno di violenza, cominciamo a vedere gli altri come un potenziale pericolo. Questo ci porta a isolarci, a “schermarci” dietro ai nostri smartphone. Il mercato poi vede in questa nostra tendenza all’isolamento un’opportunità di guadagno e la asseconda: “gli altri sono pericolosi- sembra dirci- non correre rischi inutili uscendo di casa, dimmi cosa vuoi e te lo porto io”. È in corso un vero e proprio ritiro sociale, siamo sempre meno cittadini e sempre di più un esercito di consumatori spaventati, solitari e compulsivi. C’è poi il graduale, inesorabile smantellamento dei sistemi di protezione sociale faticosamente costruiti attraverso lotte e rivendicazioni collettive. Anche non poter contare sulla protezione dello Stato ci rende insicuri e paurosi. Niente ci rende più deboli e quindi insicuri della solitudine. Niente ci rende più “cattivi” della paura che la solitudine e il senso di insicurezza generano. In questo stato d’animo, è più facile perdere di vista l’umanità dell’altro, specie quando si comporta male e minaccia la nostra serenità. Tanto più quando la politica, anziché provare a risolvere i problemi, si mette a soffiare sul fuoco e dà voce alla paura facendone addirittura un programma politico. Esattamente quello che sta facendo il Governo Meloni: tagliare risorse alle forze dell’ordine e ai servizi sociali e, allo stesso tempo, alimentare senso di insicurezza e paura con il bieco e unico obiettivo di massimizzare il proprio profitto politico. Perché questo è l’insicurezza oggi: il fruttuoso business politico della destra. Questa analisi che ho tentato forse farà sorridere per la sua semplicità, ma possiamo anche desumerne un programma politico di minima per contenere la deriva in corso: investire nei sistemi della formazione, perché l’istruzione e la cultura sono le prime armi di difesa; rimuovere un po’ di “schermi”, creando nella vita reale occasioni di incontro, di conoscenza e comprensione reciproca; sostenere la partecipazione e la cura dei beni comuni; estendere le tutele sociali e la capacità, da parte dei servizi, di presidiare i territori; garantire alle forze dell’ordine personale e mezzi per vigiliare e, laddove necessario, intervenire tempestivamente; investire su pene che siano davvero riabilitanti e non afflittive. Per realizzare questo programma serve un Governo che i problemi abbia voglia di affrontarli e risolverli, non solo di denunciarli come se farvi fronte spettasse a qualcun altro. Un Governo di politici, non di imprenditori della paura e dell’inimicizia.