Livorno 22 settembre, 2025 – Un’occupazione permanente, un altro presidio alle 17 al Varco Valessini e l’intenzione di bloccare “materialmente” lo sbarco di armi dirette “probabilmente” verso Israele previsto per domani dalla nave statunitense Severn in arrivo nel porto di Livorno. Questi sono gli obiettivi lanciati al megafono questa mattina dai manifestanti pro Palestina dalle banchine del Varco Valessini occupate in seguito allo sciopero indetto dal sindacato Usb. “Il portuale ce l’ha insegnato, bloccare le armi non è reato” recita uno degli slogan. Al presidio di oggi alle 17, che viene chiamato dai manifestanti “assemblea cittadina”, il rappresentante di Usb Giovanni Ceraolo (foto Facebook) chiama all’appello tutta la città compreso le istituzioni e il sindaco con tanto di “fascia tricolore”. L’intenzione sarebbe quella di presidiare i varchi portuali in maniera permanente fino allo sbarco della nave statunitense, del quale pur restando un’operazione di cui ancora non si conoscono esattamente le dinamiche e la veridicità, è lo stesso Ceraolo ad affermarlo durante il comizio, i manifestanti hanno comunque la “sicurezza” che si tratti di un carico di armi. La Severn, continua il rappresentante Usb, sarebbe già stata protagonista di altri sbarchi di armi per gli Stati Uniti nel porto di Livorno. “Dobbiamo fermare i carichi di morte dal porto di Livorno, è questo quello che dobbiamo fare e conta più di 100.000 manifestazioni che sono comunque importanti, sono comunque fondamentali – continua Ceraolo – però il segnale politico che è già stato dato da Genova, è già stato dato a Ravenna è quello di dire che noi non vogliamo essere complici e queste armi dal nostro porto non devono passare, non devono transitare”.
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I manifestanti vogliono bloccare il porto fino allo sbarco di domani della Severn
Il comizio dei manifestanti












