Livorno, 14 ottobre 2025 – Una vera e propria piantagione di canapa indiana nascosta tra gli ulivi e un laboratorio casalingo per la lavorazione della marijuana: è quanto hanno scoperto i Carabinieri della Stazione di Campiglia Marittima, che hanno arrestato un 70enne del posto già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici in materia di stupefacenti.
L’uomo è stato sorpreso con un ingente quantitativo di droga e armi illegalmente detenute, al termine di una mirata attività investigativa condotta su disposizione del Comando Provinciale dei Carabinieri di Livorno, impegnato in una vasta operazione di controllo e contrasto al traffico di sostanze stupefacenti in tutta la provincia.
Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo aveva allestito una coltivazione di cannabis in un terreno di sua disponibilità, tra le campagne di Campiglia. L’“oliveta sospetta”, oggetto di giorni di osservazione, si è rivelata ospitare una ventina di piante di canapa indiana in vari stadi di maturazione, alcune già tagliate e pronte per l’essiccazione.
Durante la perquisizione domiciliare, i Carabinieri hanno trovato oltre due chilogrammi di infiorescenze essiccate custodite in decine di barattoli di vetro nelle varie stanze della casa. Ma non solo: in un salone dell’abitazione è stata rinvenuta anche una rastrelliera con tre fucili non denunciati e 55 cartucce di vario calibro. Le armi, come accertato, appartenevano al defunto padre dell’indagato ma non erano mai state regolarizzate, configurando così anche la detenzione illegale di armi (art. 697 c.p.).
Tutto il materiale — droga, armi e munizioni — è stato sequestrato, mentre l’uomo è stato arrestato in flagranza per detenzione e produzione di sostanze stupefacenti. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Livorno, il 70enne è stato posto agli arresti domiciliari; il provvedimento è stato poi convalidato dal GIP nella mattinata successiva.
L’operazione si inserisce in una più ampia strategia di contrasto al narcotraffico attuata dai Carabinieri della provincia di Livorno, che negli ultimi mesi hanno portato alla luce numerose “centrali di spaccio domestiche” tra Cecina, Piombino, Rosignano e l’Isola d’Elba.
Dalle case-laboratorio scoperte con bilancini, dosi già confezionate e manuali per la “preparazione perfetta”, fino alle operazioni “Mexal” e “Garibaldi” condotte tra agosto e settembre, l’Arma continua a mappare e disarticolare una rete diffusa di micro-spaccio, colpendo i punti nevralgici della filiera locale della droga.
Un lavoro capillare, portato avanti giorno per giorno con l’obiettivo — come spiegano fonti investigative — di “smantellare le centrali dello smercio e restituire sicurezza ai territori”.














