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Critiche a Mia Diop, si aggiunge Vannacci

"Basta avere la pelle nera e la tessera del Pd"

Livorno, 14 novembre 2025 – È la volta del Generale Roberto Vannacci di schierarsi contro la nomina a vice presidente della Regione Toscana della 23 enne Mia Diop, livornese di origini senegalesi. Nei giorni scorsi in molti sui social hanno criticato con offese giudicate come sessiste e razziste la nomina della livornese, accusata di avere poca esperienza e di essere stata eletta solo per la sua “immagine” e perché prediletta della segretaria Elly Schlein. Mia Diop è anche iscritta all’Arci Gay e siamo sicuri di non sbilanciarci troppo, viste le posizioni del vice segretario di Salvini in merito, in riferimento al suo contestatissimo libro “Il mondo al contrario”. Ed ecco il leit motiv di Vannacci nei confronti di Mia Diop: “Se sei di sinistra la competenza non è richiesta, basta avere la pelle nera e la tessera del Pd”. La mancanza di un curriculum adeguato, sempre stando a quanto riporta Vannacci, sono altre questioni da prendere in considerazione: “Nel suo caso, nessuna esperienza e nessun curriculum sono richiesti per ricoprire il delicato e prestigioso incarico conferitole”. Mentre anche a Livorno la questione del “curriculum”, ossia il riferimento alle esperienze pregresse di Mia Diop fa discutere, dopo l’intervista rilasciata dalla giovane neo vice presidente a L’Osservatore di Livorno, in cui racconta un suo precedente impegno lavorativo nel quale veniva impiegata per quattro euro l’ora per dieci ore al giorno e solo due giorni di riposo al mese mentre il contratto prevedeva altro. Esperienza lavorativa che Mia Diop non avrebbe comunicato, scrivendola sul suo curriculum al Comune di Livorno, fatto obbligatorio per la Legge sulla Trasparenza. A riportare la questione, in un post sulla sua pagina Facebook, l’ex consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle Edoardo Conan Manetti. Per completare le critiche Vannacci confronta la nomina di Mia Diop con quella contestatissima della direttrice d’orchestra Beatrice Venezi al Teatro La Fenice di Venezia, a causa delle sue simpatie di destra. Anche lei, come Mia Diop, giovanissima: “Mentre continuano le proteste contro la nomina di Beatrice Venezi a direttore d’orchestra della Fenice di Venezia, accusandola di «inesperienza», nonostante vanti un curriculum di tutto rispetto e una carriera internazionale come direttore d’orchestra, nessuna protesta a sinistra, ma anzi applausi e consenso, per la nominata a Vicepresidente di una importante Regione come la Toscana di una studentessa universitaria 23enne di origine senegalese, tale Mia Diop”.