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Pam non ritira i licenziamenti

I sindacati confederati dopo la riunione di Roma annunciano la battaglia legale s colpi di vertenze

Livorno, 21 novembre 2025 – Davide e Tommaso a Livorno e un altro dipendente storico a Siena, la catena di supermercati Pam nella riunione sindacale di ieri a Roma si è presentata insieme alla vigilanza ed ha annunciato di non voler ritirare i licenziamenti. Si tratta di tre lavoratori con più di vent’anni di carriera, poco flessibili e molto costosi. Immediate le reazioni dei sindacati confederati che sono scesi sul piede di guerra. Organizzati dei presidi davanti ai punti vendita di via Roma e Corea a Livorno e si annuncia una battaglia legale a colpi di vertenze. I lavoratori sono profondamente scioccati, in un baleno hanno perso tutto e si sentono abbandonati. Anche dal mondo della politica arrivano le prime reazioni: “Licenziamenti mostruosi e pretestuosi” dichiara il parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra Marco Grimaldi.

Il “test del carrello” o “test trappola”, in cosa consiste?

Ma come sono stati licenziati i tre dipendenti storici della Pam? Un crescendo di vessazioni psicologiche e di forzature e il famigerato “test del carrello”, meglio conosciuto come “test trappola”. Si tratta di un metodo che le catene dei supermercati usano per testare i commessi utilizzando dei “falsi clienti” scelti dall’azienda che inscenano varie tipologie di domande, problematiche, falsi furti, ai quali i commessi o i cassieri di turno devono porre rimedio. Domande insistenti, provocatorie, volte a creare un crescendo di stress, piccoli prodotti nascosti nel carrello in mezzo a buste e grandi oggetti. Al cassiere in mezzo al caos abituale del supermercato starebbe il compito di vigilare e se fallisce scatta il licenziamento per giusta causa.