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Giani, la Regione e il Pd dicono no al rigassificatore di Piombino

Respinta la richiesta di proroga della Snam

Piombino (LI), 14 gennaio 2026 – No al rigassificatore nel porto di Piombino, le banchine devono servire per la reindustrializzazione ed altre opere per la siderurgia. Il no del presidente della Regione Eugenio Giani è netto riguardo alla proposta di proroga della permanenza della piattaforma per lo smistamento del gas liquido via mare da parte dell’ente gestore, la Snam. Giani e altri firmatari dell’esposto, tra cui vari rappresentanti del Pd toscano, chiedono adesso una “ferma presa di posizione in merito” da parte del Governo. Il rigassificatore aveva un’autorizzazione di tre anni, dopo di che la nave Itali Lings è costretta a salpare, senza se è senza ma: “Chiedo un appuntamento al ministro Pichetto Fratin – ha detto Giani – per precisare con lui l’opinione contraria e verificare qual è fino in fondo l’opinione del governo. Snam ha fatto una richiesta per acquisire dei documenti che le consentono di formalizzare in modo tecnico-scientifico. Sono convinto, lo dirò pacatamente e serenamente al ministro Pichetto Fratin, che la Toscana abbia già dato. Ormai la banchina del porto di Piombino deve servire per la reindustrializzazione, per il polo siderurgico, quindi è bene che il governo pensi a un altro sito.

La nota congiunta di Emiliano Fossi, deputato e segretario Pd della Toscana; Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, Alessandro Franchi, consigliere regionale Pd della Toscana, Simone De Rosas, segretario Pd Elba – Val di Cornia e Fabio Cento, segretario Unione Comunale Pd di Piombino.

“L’autorizzazione al rigassificatore di Piombino è temporanea, ha una durata di tre anni e deve essere rispettata. Non siamo disponibili ad alcun prolungamento della permanenza dell’impianto nel porto di Piombino. La posizione della Regione Toscana, confermata dal presidente Giani, è netta e coerente con gli atti approvati e con il programma di governo regionale: il rigassificatore deve lasciare il porto nei tempi previsti. La richiesta di Snam è quindi irricevibile ed occorre adesso una rapida e ferma presa di posizione da parte del Governo Meloni. Fermo restando lo spostamento del rigassificatore Piombino merita da subito compensazioni e investimenti concreti. Non come contropartita per una proroga, ma come riconoscimento di un sacrificio sostenuto da un territorio e dal suo porto per un’opera di interesse nazionale. In questi anni il rigassificatore ha garantito un contributo economico alle aziende portuali di Piombino, ma insufficiente rispetto ai vincoli imposti allo sviluppo complessivo portuale, industriale e siderurgico. Servono per questo immediatamente investimenti strutturali: potenziamento delle infrastrutture portuali, e completamento delle infrastrutture terrestri e ferroviarie, nuove banchine, impulso allo sviluppo industriale e occupazionale, per creare più lavoro stabile e duraturo al porto, alla città di Piombino e al comprensorio della Val di Cornia”.