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Collesalvetti, servizi sempre più carenti: la denuncia dello Spi-Cgil

Livorno, 12 febbraio 2026 – Linee telefoniche instabili, banche e bancomat scomparsi, uffici postali chiusi da mesi. È un quadro di servizi sempre più ridotti quello denunciato dallo Spi-Cgil di Collesalvetti, che raccoglie da tempo le segnalazioni di pensionati e famiglie del territorio.

Il sindacato parla di disagi ormai strutturali: connessioni telefoniche e internet con frequenti interruzioni, interventi tecnici che risolvono solo temporaneamente i problemi e difficoltà crescenti per chi non può contare su strumenti digitali. In particolare, le persone anziane e chi non dispone di una connessione stabile faticano a gestire operazioni bancarie o pratiche quotidiane.

Sul fronte bancario, nelle frazioni colligiane le filiali sono progressivamente scomparse. Chi può utilizza l’home banking, ma molti cittadini sono costretti a spostarsi per effettuare operazioni di base o a pagare commissioni per i prelievi presso sportelli di altri istituti. Di recente ha chiuso anche la filiale di Intesa Sanpaolo a Collesalvetti, mentre a Vicarello e Guasticce gli sportelli sono assenti da anni.

Situazione critica anche per i servizi postali. A Nugola l’ufficio è chiuso da circa un anno per infiltrazioni: la riapertura viene annunciata periodicamente ma non si è ancora concretizzata. Lo sportello postale del capoluogo, invece, resta chiuso dopo il furto che ha devastato i locali, con tempi di ripristino non ancora definiti.

Tra i problemi segnalati anche la sicurezza: la farmacia di Nugola è stata recentemente colpita da un furto con sfondamento, episodio che riaccende la richiesta di maggiori controlli notturni sul territorio.

Lo Spi-Cgil sottolinea come l’amministrazione comunale si sia attivata nei confronti degli enti competenti, ma evidenzia la difficoltà di ottenere risposte da grandi operatori bancari e dei servizi. Da qui l’appello alle istituzioni, a partire dalla Regione Toscana, perché venga garantita la parità di accesso ai servizi essenziali anche nelle aree interne, evitando il rischio di isolamento e spopolamento.

Il sindacato annuncia infine nuove iniziative pubbliche: «Torneremo in piazza – si legge nella nota – finché non verremo ascoltati».