Livorno, 13 febbraio 2026 — Il tema della sicurezza torna al centro del dibattito cittadino, ma secondo il sindacato USB nel porto e nell’interporto la situazione dei lavoratori della logistica resta una delle emergenze più sottovalutate. In una nota diffusa nelle ultime ore, la sigla sindacale denuncia un quadro definito “preoccupante” tra appalti, condizioni di lavoro e precarietà, chiedendo l’apertura immediata di un tavolo istituzionale.
Secondo USB, negli ultimi mesi in città si è discusso spesso di sicurezza urbana, ma il focus sarebbe rimasto su episodi nel centro cittadino, mentre nelle aree portuali e logistiche si continuerebbero a registrare criticità strutturali: contratti con salari molto bassi, cambi di appalto frequenti, perdita di tutele, tensioni tra lavoratori e aziende e infortuni sul lavoro.
Il sindacato parla di una situazione “non episodica ma strutturale” e sostiene di aver chiesto da tempo la convocazione di un confronto con Comune, Prefettura, Autorità di sistema portuale, Asl e Ispettorato del lavoro. Richieste che, secondo la sigla, non avrebbero ancora trovato risposta. “Si interviene solo quando scoppiano problemi di ordine pubblico, poi cala il silenzio”, è la posizione espressa nel comunicato.
Nel mirino anche alcune vertenze aperte nei piazzali e negli appalti della logistica portuale e dell’autotrasporto. USB chiede garanzie sulla stabilizzazione dei lavoratori in alcuni cambi di gestione e l’avvio di un confronto con le aziende coinvolte. Tra i casi citati, le prospettive occupazionali nei piazzali Mercurio e Bertani e la richiesta di un tavolo con una società impegnata in un appalto legato alla movimentazione merci.
Il sindacato torna quindi a sollecitare un tavolo cittadino dedicato alla logistica portuale, con l’obiettivo di affrontare in modo strutturale i temi della sicurezza sul lavoro, della legalità negli appalti e delle condizioni contrattuali. In assenza di risposte, USB annuncia la volontà di proseguire con iniziative di mobilitazione e sciopero.










