Home Livorno Cronaca Livorno Giapponismo e Liberty con Farinella alle Terme del Corallo

Giapponismo e Liberty con Farinella alle Terme del Corallo

Il curatore della mostra di Fattori illustra le opere di Antonio Fontanesi

Livorno, 20 febbraio 2026 – Il curatore della mostra di Fattori e ordinario di storia dell’arte moderna all’università di Pisa ha inaugurato questa sera il ciclo di incontri sul Liberty alle Terme del Corallo nella Sala della Mescita illustrando come e quanto una realtà lontana come il Giappone e il “giapponismo” abbiano influenzato l’800, il Liberty, l’arte occidentale e la cultura della rappresentazione europea. Mentre ormai il classico si esprime diversamente e prende forma l’astrattismo, l’800 con il Liberty, la Belle Èpoque, i manifesti pubblicitari e l’Art Decò, rappresenta la libertà di espressione estetica e artistica della classe borghese, della rivoluzione industriale e del buon gusto diffuso. Dal Giappone arriva il gusto per l’Ukijoe e per le scenografie artistiche, i paraventi e i paesaggi famosi, quello che con Hokusai e Hiroshige introdurrà alla cultura pop dopo la grafica. “Fascinazione, filosofia, le stampe giapponesi daranno un contributo fondamentale per la storia dell’arte in Europa – esordisce Farinella – un gusto nuovo e un nuovo linguaggio che andrà a collidere con l’arte occidentale cambiandola”. Farinella esplorerà poi uno dei più importanti importatori del giapponismo in Italia, Antonio Fontanesi (1818-1882) illustrando alcune sue opere: “Definito da Corot e altri come il più importante giapponista dell’800 europeo innoverà il paesaggio con il suo stile finemente romantico”. Giapponismo inteso come rivoluzione artistica borghese e anche musicale, non si dimentichi le esperienze di Puccini con l’opera Madame Butterfly e i pittori francesi come Manet e Degas. Di Fontanesi oltre al romanticismo dei paesaggi si ricordano i “paraventi” che diventano oltre che elementi di arredo anche opere artistiche, predisposti su più lati, spesso sei, pieghevoli. “Le opere di Fontanesi – chiude Farinella – colpiscono molto più dal vero che in foto, i suoi paraventi sono una nuova concezione e un nuovo modo di dipingere”.