
Livorno, 20 marzo 2026 – La politica del fare dei mandati Salvetti si aggiunge di un nuovo capitolo, il Piano d’azione per la Transizione Ecologica, il 17 esimo “piano” per esattezza, del doppio mandato dell’attuale primo cittadino, insieme a quello strutturale, del verde e agli altri, tutti previsti dal Documento Unico di Programmazione, “il nostro cruscotto” come lo chiama l’assessora Silvia Viviani, che insieme al tecnico degli Uffici Comunali Leonardo Gonnelli, è tra gli artefici del nuovo programma, realizzato insieme ad altri 30 dipendenti comunali. In base al nuovo documento programmatico tutte le azioni amministrative dovranno adeguarsi alla sostenibilità ecologica: “Un passaggio importante dopo un lavoro molto articolato e di grande pregio – dichiara Salvetti – di cui tutti parlano ma quando si tratta di metterlo in pratica e di concretizzare, le amministrazioni si tirano indietro. Il Comune di Livorno invece si è messo in rete e si propone come modello, essendo il primo Comune in Italia a dotarsi di un Piano d’azione per la Transizione Ecologica”. Tre i punti cardine citati da Silvia Viviani: “Innovare la filiera nazionale, attrarre risorse e produrre un cambiamento. Tutto ruoterà attraverso un processo di monitoraggio rivolto a tutte le azioni che implicano un miglioramento delle condizioni climatiche che saranno via via verificate. Si parte dal Dup per attuare, in ogni ambito possibile, costruendo meno asfalto e inserendo più verde fino alla cosiddetta “simbiosi industriale” riguardo alle emissioni, appoggiandoci alle linee guida dell’Osservatorio Nazionale sulla Transizione Ecologica”. Leonardo Gonnelli mostra alla stampa un diagramma di puntini programmatici da unire, fino a formare un “elefantino”, esattamente come si fa con la settimana enigmistica. Il gioco di parole verte sull’acronimo Ele.F.A.N.T.E. ovvero gli Elementi di Futuro ed Ambiente Nella Transizione Ecologica: “Ventisei mesi di lavoro e trenta dipendenti comunali impiegati più uno dell’Aamps, questo piano unisce le esperienze e le professionalità di tutti per una programmazione che parte adesso ma solo tra qualche anno potrà essere valutata”. “Puntiamo a fare cose concrete per i cittadini – sottolinea Salvetti – come stiamo facendo con i 92 cantieri aperti e la scelta di pianificare per la città. Questo infatti è il 17 esimo piano che attuiamo, si tratta di un patrimonio che verrà visto dopo”.
Elementi di Futuro ed Ambiente Nella Transizione Ecologica
Il nuovo strumento punta a creare un nuovo habitat tecnico amministrativo cercando di compendiare e mettere in connessione le azioni ad elevata trazione ecologica di tutto il Comune di Livorno mettendo a sistema la “macchina amministrativa” sul tema della sostenibilità ambientale. Il Piano d’Azione comprende 116 punti suddivisi in tematiche generali, economia circolare, biodiversità, cambiamenti climatici, neutralità climatica e azzeramento degli inquinamenti. Simbiosi industriale, ovvero controllo delle emissioni, limitazione delle isole di calore, controllo del ciclo dello smaltimento dei rifiuti, ecologia del mare e del suolo, sono gli ambiti più importanti, insieme a una mappatura acustica, un nuovo piano casa locale denominato “Abitare Livorno”, alla mobilità sostenibile e alla qualità dell’aria.
Il piano è organizzato in due volumi, il primo, la ricognizione della materia della Transizione Ecologica nel Comune di Livorno e il secondo, le linee d’intervento e le azioni. Quattro le “carte” del progetto, la Carta Risorse, la Carta Biodiversità, la Carta Clima e la Carta di Riepilogo delle Azioni.
Il “concept” del piano passa attraverso la ricognizione dei saperi tra il sindaco, la giunta, i trenta operatori nominati e gli stakeholders, gli enti privati, dopodiché si passa alla redazione della metodologia per la formazione del piano per l’organizzazione della transizione, attraverso l’identificazione delle azioni, la determina di una timeline di cronoprogramma e la valutazione degli indicatori. Raccolte le risorse economiche si passa all’attuazione del piano e alla formazione dei dipendenti. Tema e scopo principale del Piano d’Azione la sostenibilità, al centro di un incrocio dei sistemi del sociale, della vivibilità, dell’equità, dell’economia, dell’ambiente, del realizzabile, della vivibilità e dell’equità.














