Livorno, 24 luglio 2026 – La vice sindaca Libera Camici attaccata per il suo dresscode balneare, le sue interviste sono arrivate ieri sui giornali nazionali, Repubblica, Corriere della Sera, Vanity Fair, la questione vede due fasi contrapposte nettamente, la libertà di vestirsi come si vuole anche se si è donna, e nel caso della vicesindaca con delega alle politiche di genere, e la fazione di coloro che pretendono un rispetto per le istituzioni, tra questi il consigliere di Fratelli d’Italia e Perini e altri. Per Perini la polemica sul sessismo viene usata come strumento di propaganda da Libera Camici, usando la “tecnica di Goebbels”, ovvero ripetere una bugia cento volte, fino a che la “maleducazione diventa sessismo”. Un “piagnisteo” del sessismo, scrive ancora Perini, che ribadisce che in realtà, come scritto ieri e come dichiarato sul suo cv, Libera Camici non è per niente laureata in ingegneria chimica come scritto invece sui quotidiani nazionali.
Anche oggi, sul Tirreno –dichiara Perini- il vice sindaco Libera Camici rincalza con la polemica del sessismo. La sua è diventata un’occasione di grande propaganda, interviste al Corriere della Sera, alla Repubblica, Vanity Fair, è la tecnica di Goebbels, di una bugia, ripetila cento volte, ripetila ancora, diventerà la verità, e così la maleducazione diventa sessismo dall’altra parte. Addirittura, per i giornaloni di sinistra, Libera Camici diventa laureata in ingegneria chimica, quando tutti sappiamo che lavorava al reparto forneria dell’Ipercop.
Ora, io, sabato scorso, ho avuto un impegno di natura strettamente personale, niente di istituzionale, ma il ragazzo con cui mi sono incontrato, vedendomi, riconoscendomi, mi ha detto, ah, sei in camicia perché tu devi sempre essere in camicia. Ora, io, francamente, non l’ho trovato un attacco sessista, anzi, mi ha fatto piacere che si riconoscesse che chi sta nelle istituzioni non si deve vestire con il frac, con lo smoking, però, insomma, diamoci un contegno, e mi ha fatto piacere che un ragazzo giovanissimo avesse questa giusta percezione di chi sta nelle istituzioni, cioè di doversi dare una presentabilità. Ecco, mi stupisco quando, addirittura, bambini e bambine a scuola hanno un obbligo, un dress code di come vestirsi, che Libera Camici, vice sindaco di Livorno, ancora continui questo pianisteo del sessismo.
E poi la stanno criticando soprattutto le donne, perché hanno capito benissimo che gridare al sessismo, al femminismo, per nascondere la propria maleducazione, è il modo perfetto per sputtanare proprio la causa delle donne – conclude.











