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I dati ufficiali del Suap, 23 attività commerciali in più rispetto al 2022

Salvetti: "Possibile cancellare la parola crisi del futuro"

Livorno, 21 marzo 2026 – Salvetti sorride, nonostante “l’emorragia del commercio”, conta sulla “crecita” del porto e “confida” nell’industria, ‘se tiene”, confidando sulla crescita del turismo, per cancellare infine la parola “crisi” dal futuro economico della città. A farlo sorridere sono i dati dell’ufficio Suap, lo Sportello Unico per le Attività Produttive. Si riporta una crescita contenuta ma “in controtendenza con le altre grandi città italiane e toscane” di 23 unità dal 2022 al 2025. Per la precisione si è passati da 8841 a 8864. “Un riscontro dedicato a coloro, per fortuna pochi – scrive Salvetti su Facebook – che del catastrofismo e del pessimismo cosmico si nutrono giornalmente davanti alla tastiera del computer. Un riscontro offerto invece alla grande maggioranza di livornesi che sono convinti che la nostra città, al di là di limiti, problematiche e difficoltà proprie di ogni città medio grande italiana, rimane un luogo ideale dove vivere e impegnarsi socialmente e dal punto di vista lavorativo e imprenditoriale e continua il suo processo di rilancio che ha preso consistenza negli ultimi anni”.

 

 

Un +23 che ci dice chiaramente che siamo di fronte ad un quadro di sostanziale tenuta del tessuto commerciale se non addirittura di incremento – scrive Salvetti su Facebook – Attraverso questa capillare analisi, che mette insieme esercizi di vicinato, quelli della somministrazione, le attività artigianali e le autorizzazioni al commercio sulle aree pubbliche, arriviamo ad avere una conferma ovvero che il mondo imprenditoriale e commerciale è “vivo”. Le riqualificazioni del centro città e dei quartieri rappresentano lo strumento per rilanciare il commercio al dettaglio e rispondere alla grande distribuzione di cui noi abbiamo interrotto l’incontrollata espansione (13 centri erano nel 2022 e 13 sono adesso). Questo messaggio l’ho condiviso con Associazioni di categoria e singoli operatori che sono concordi sul fatto che una città come Livorno, se vede il porto continuare a crescere, l’industria tenere, fermare l’emorragia del commercio e far espandere il turismo può realmente cancellare la parola “crisi” dal proprio futuro. Insomma un riscontro dedicato a coloro, per fortuna pochi, che del catastrofismo e del pessimismo cosmico si nutrono giornalmente davanti alla tastiera del computer. Un riscontro offerto invece alla grande maggioranza di livornesi che sono convinti che la nostra città, al di là di limiti, problematiche e difficoltà proprie di ogni città medio grande italiana, rimane un luogo ideale dove vivere e impegnarsi socialmente e dal punto di vista lavorativo e imprenditoriale e continua il suo processo di rilancio che ha preso consistenza negli ultimi anni”.