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Scritte neo fasciste al Cecioni

Le reazioni di Alessandro Palumbo e di Usb

Foto Livornogramm

Livorno, 23 marzo 2026 – “Obbedire, credere, combattere” e “Cecioni Fascist Crew”, sono le inquietanti scritte neo fasciste apparse stamani su degli striscioni attaccati alla scala antincendio del Liceo Cecioni. Le scritte, applicate durante la notte, sono state rimosse grazie all’intervento del preside Rino Bucci, che ha immediatamente denunciato il fatto alle autorità. Rinvenuta inoltre anche un’altra scritta sul pavimento recante nuovamente il motto “Cecioni Fascist Crew” che fa pensare ad un movimento neo fascista all’interno della scuola e dei volantini sparsi per terra. Mentre le forze dell’ordine hanno avviato le indagini per individuare i responsabili, arrivano da più parti le reazioni indignate.

Le dichiarazioni del consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Palumbo e di Usb

Queste le dichiarazioni del consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Palumbo: “Condanniamo senza se e senza ma questo fatto, sia per ciò che richiama sia per i reati di violazione e di deturpamento di un bene pubblico, e quindi bene ha fatto il dirigente scolastico a sporgere denuncia.
Ci tengo anche a precisare che tutti gli iscritti di Gioventù Nazionale Livorno, compresi gli appartenenti al nostro nucleo delle scuole, Azione Studentesca, condividono questa netta presa di posizione. Una posizione chiara che, da presidente uscente dei giovani, assicuro che sarà mantenuta nei prossimi anni anche da chi a breve raccoglierà il testimone”. Registriamo anche l’intervento di Usb: “Striscioni fascisti al Liceo Cecioni di Livorno: la scuola pubblica statale non è terreno per squadristi. Nella mattinata di oggi, lunedì 23 marzo 2026, al Liceo Statale “Francesco Cecioni” di Livorno sono stati rinvenuti striscioni con espliciti richiami di matrice fascista, firmati con la sigla “Cecioni fascist crew” e affissi sulle scale antincendio prospicienti il PalaCecioni. USB Scuola Toscana esprime la propria ferma condanna per questo atto intimidatorio, che non è un episodio isolato né una bravata adolescenziale: è una provocazione politica deliberata, che si inserisce in un clima nazionale sempre più segnato dalla normalizzazione della violenza fascista e dalla retorica dell’odio. La scuola pubblica statale è uno spazio costituzionalmente fondato sui principi di democrazia, uguaglianza e antifascismo. Chi affiggeva quegli striscioni sapeva bene cosa stava facendo: tentare di occupare simbolicamente uno spazio collettivo con i segni di un’ideologia che questo Paese ha sconfitto con la Resistenza e ripudiato con la Costituzione. Esprimiamo solidarietà alle studentesse e agli studenti, al personale docente e ATA del Cecioni, e salutiamo positivamente la risposta immediata della comunità scolastica, che ha scelto di riunirsi per confrontarsi sull’accaduto. Questo è l’antifascismo che si pratica ogni giorno: non retorica di circostanza, ma presenza, parola, organizzazione e resistenza, anche contro un Governo che ha proseguito la politica neoliberista di tagli, disinvestimenti e trasformazione aziendalista della scuola statale. Chiediamo che vengano adottati tutti i provvedimenti del caso. Chiediamo inoltre che le istituzioni scolastiche e territoriali non abbassino la guardia: episodi come questi non vanno minimizzati né lasciati cadere nel silenzio. Il fascismo non è un’opinione. È un crimine. E nelle scuole pubbliche italiane non passa”.