Livorno, 24 aprile 2026 – “Porto che vai, fumo che trovi”, domenica sera alle 20 e 30 alla trasmissione televisiva d’inchiesta su Rai 3 del giornalista Sigfrido Ranucci, si parlerà dei fumi inquinanti delle navi da crociera. Ancona, Genova, Palermo, Napoli e anche il porto di Livorno, saranno oggetto dei servizi, con numeri, dati e interviste ai cittadini e alle istituzioni, al sindaco, al Prefetto e alla Capitaneria di Porto. Fumo e polveri cancerogene, i cittadini costretti a rimanere chiusi in casa e le navi che non si spengono mai perché le banchine non sono elettrificate e non possono spengere i motori, il tutto in attesa della normativa europea che stabilisca i limiti delle emissioni, mentre le grosse aziende del turismo mondiale si arricchiscono. Cosa possono fare le istituzioni? Prima della messa in onda del servizio su Report riguardante il porto di Livorno, siamo andati ad intervistare il coordinatore dell’associazione Livorno Porto Pulito Luca Ribechini, che ha partecipato alle riprese ed ha accompagnato i giornalisti di Report nella loro inchiesta. Cosa può fare la nostra amministrazione per preservare i cittadini dall’inquinamento delle navi da crociera, a fronte della politica per il potenziamento del turismo e della vivibilità ambientale? “Per quanto riguarda il nuovo Porto Turistico non si prevedono ulteriori elementi inquinanti, il dato più estremo riguarda il numero di 428 navi da crociera che si raggiungerà nel prossimo anno. È questo l’assurdo, questa situazione che rimarrà fino al 2027 quando verranno elettrificate le banchine, le navi resteranno con i motori accesi e non possiamo essere contenti. Si tratta di 28 navi in più rispetto allo scorso anno, un atteggiamento da parte dell’amministrazione che possiamo definire poco responsabile”. Il traffico dei croceristi porta denaro, chi ci guadagna? “Qualcuno ci guadagna anche a livello locale, è ovvio, e stiamo parlando dei bar e degli esercizi commerciali del centro, ma è un prezzo inaccettabile per l’impatto ambientale che si sostiene. Si consideri che una sola nave da crociera inquina quanto tre o quattro aerei”. Le agenzie che organizzano le Crociere non hanno la residenza commerciale a Livorno, quindi le amministrazioni locali hanno le mani legate, cosa fanno altrove per limitare le emissioni dei fumi navali? “Qualcosa viene fatto, ad esempio a Genova e ad Edimburgo sono state vietate le pubblicità che coinvolgono i combustili fossili, comprese le pubblicità delle navi da crociera, evidentemente si è capito che l’inquinamento e i benefici economici sono una contraddizione”. Il Comune di Livorno ha varato recentemente un protocollo ambientale di ampio respiro ma dei fumi navali si è parlato poco, perché? “Dell’inquinamento delle navi da crociera non si parla mai, producono anche altri danni ambientali poiché le navi richiedono alti fondali, quindi si verifica un’alterazione della costa. Inoltre c’è l’aspetto del lavoro nero, con operatori del sud del mondo impiegati senza regole, come il personale a terra, che produce solo un indotto temporaneo. I benefici per i cittadini livornesi sono relativi, chi ci guadagna è l’azionista di maggioranza di Msc, Aponte. Soggetti troppo potenti con i quali interagire”. Quale è il punto di svolta sul quale intervenire per cambiare la situazione? “Un’amministrazione consapevole come a Marsiglia e a Barcellona ha richiesto ed è in attesa dell’elettrificazione delle banchine, cose che può fare anche il nostro sindaco, che deve assumere posizioni più prudenti invece di presentarsi in prima fila insieme agli hub dei croceristi di fronte agli organi di stampa. Confesercenti e Confcommercio hanno i loro benefici, ma le conseguenze sul clima non giustificano nessuna tendenza a monetizzare, nonostante i tour operator con i loro contratti internazionali e i servizi e i negozi a Livorno siano contenti. Non c’è nessuna proporzione in questo senso. Il punto di svolta sarà la direttiva europea che abbasserà notevolmente i limiti delle emissioni di polveri, da 40 mg al metro cubo a 20, il problema sarà effettuare le misurazioni in modo corretto. Stiamo svolgendo in porto un tavolo istituzionale con tutti gli enti, abbiamo già promosso in consiglio comunale una mozione approvata all’unanimità, che impegna a elettrificare le banchine e ad installare centraline di rilevamento dell’inquinamento atmosferico. Quella già installata presso il parcheggio davanti al varco della Fortezza Vecchia non è stata posizionata in maniera adeguata, ne serve una vicino alle case per verificare il livello di polveri reale per gli abitanti. Presto si svolgerà la quarta riunione del nostro tavolo istituzionale, quando ci sarà l’obbligo della riduzione delle emissioni grazie alla nuova normativa ci sarà da intervenire. Come non è dato saperlo, ma l’agenda 2030 parla chiaro, il non adempimento ai limiti stabiliti provoca sanzioni molto pesanti a livello istituzionale. Faccio un esempio, adesso i rilevamenti sulle polveri del traffico veicolare sul viale Carducci sono sui 32 mg, quando il limite sarà a 20 mg l’amministrazione cosa farà? Come potrà ridurre il traffico?”.
Fumi navali e navi da crociera, il porto di Livorno su Report
L'intervista al coordinatore dell’associazione Livorno Porto Pulito Luca Ribechini













