

Livorno, 21 maggio 2026 – “La straordinaria storia di James Partridge, negoziante e collezionista inglese a Livorno e il Taccuino delle Silhouette”. Ma chi era James Partridge? A raccontarcelo sarà il segretario dell’associazione culturale Livorno delle Nazioni e genealogista professionista Matteo Giunti, che presenterà il suo nuovo libro mercoledì 27 maggio alle 17 alla biblioteca labronica di Villa Fabbricotti, edito da Sillabe. Matteo Giunti è stato per anni presidente di Livorno delle Nazioni ed è uno dei massimi esperti della storia di Livorno e da tempo si interessa della Nazione Inglese in particolare e del Cimitero degli Inglesi di via Verdi, sepolto da una fitta rete di mancate competenze e assente tra i beni culturali e artistici più importanti della città, oltre che di molti altri aspetti della nazione britannica a Livorno, come tra l’altro gli studi sul poeta scozzese Tobias Smollett, sepolto proprio in via Verdi, e molto altro.
La Nazione Inglese a Livorno

Come non tutti sanno la Nazione Inglese a Livorno risiedeva in Borgo dei Cappuccini e si occupava sostanzialmente di commercio. Prima dell’abbattimento delle antiche mura livornesi Borgo era il quartiere detto dei Cappuccini e rappresentava la via maestra per i pellegrini verso il Santuario di Montenero, facendo tappa nell’odierna chiesa dei Cappuccini in piazza Gavi, a ridosso di piazza Matteotti. Dopo l’abbattimento delle antiche mura, sono gli inglesi ad acquistare il quartiere, dandogli il definitivo volto commerciale, ricco di botteghe e di attività commerciali. Gli inglesi a Livorno sono una storia lunga e affascinante, anche a livello culturale, letterario, con il già citato Tobias Smollett, fino ai soggiorni di Lord Byron, Mery Shelley e altri.
Giacomo Partridge
Di James Partridge, detto all’italiana Giacomo Partridge, si conosce la carriera, era infatti un ricco commerciante, e la residenza, ovvero Villa Ombrosa, ancora oggi esistente ed ubicata presso la chiesa dell’Apparizione, sulla sinistra, appena all’inizio della salita per Montenero. L’immobile è posto all’interno di un bosco e la proprietà è privata. Purtroppo porte e finestre sono serrate e gli interni dell’edificio, costruito su due piani, non sono visitabili. Personaggio misterioso del Settecento livornese, epoca assai florida sotto l’aspetto culturale e assai ricca a livello economico, su di lui si è costruito un mistero. Soprattutto sulla sua morte, poiché si narra che pur essendo assai benestante, andò inaspettatamente incontro ad una bancarotta, fatto drammatico che lo spinse al suicidio. Secondo la leggenda il fantasma di Giacomo Partridge ha vagato per secoli per le stanze di Villa Ombrosa fino a tempi recenti, tanto è vero che la vendita della villa divenne assai difficile e addirittura dopo essere rimasta invenduta per molti anni, nell’Ottocento riuscì a cambiare di proprietà, ma il fantasma di Partridge continuava a molestare i nuovi inquilini tanto è vero che si rese necessario un esorcismo in piena regola ed ufficiale, con tanto di clericali venuti da fuori di Livorno appositamente.

La straordinaria storia di James Partridge, negoziante e collezionista inglese a Livorno e il Taccuino delle Silhouette
Per Matteo Giunti un altro libro dopo il successo de “L’Archivio di Pietra” dedicato al Cimitero degli Inglesi. Ex pilota dell’Alitalia, abbandona con la crisi avvenuta in seguito alla nascita delle compagnie low cost e a Livorno inizia ad occuparsi delle antiche nazioni livornesi, diventando presidente dell’associazione culturale Livorno delle Nazioni e combattendo numerose battaglie per le memorie storiche della Livorno delle Livornine. Discendente diretto della gloriosa famiglia Kotzian a cui si deve tra le altre cose la Stazione di San Marco all’epoca Leopolda, Matteo Giunti è oggi uno dei massimi esperti della Livorno delle Nazioni, riconosciuto in tutta Europa. Negli anni ha acquisito anche una competenza professionale nelle ricerche che gli ha permesso di diventare un genealogista specializzato nelle antiche famiglie livornesi. Il libro su James Partridge, edito da Sillabe e a cura di Matteo Giunti ed Hélène Koehl, discendente e curatrice del pittore livornese Alfredo Müller, è un viaggio tra archivi, lettere e misteri irrisolti nella Livorno cosmopolita del Settecento, crocevia di commerci, idee e destini europei. Il protagonista è James Partridge, enigmatico negoziante inglese, raffinato collezionista e figura sospesa tra razionalità illuminista e inquietudini spirituali. La pubblicazione rappresenta un’importante occasione di valorizzazione di un documento inedito e di interesse storico e artistico, il Taccuino delle Silhouette, finalmente restituito al pubblico e agli studiosi attraverso questo lavoro di ricerca. Gli autori riportano alla luce una rete affascinante di relazioni che coinvolge artisti, filosofi e avventurieri europei. Dal celebre pastore e filosofo zurighese Johann Kaspar Lavater al pittore Henry Fuseli, fino a donne di spirito e uomini d’affari pronti a tutto, restituendo a oltre due secoli di distanza, i frammenti di una storia vera che assume i toni del romanzo storico e del racconto d’indagine. Sullo sfondo emerge una Livorno vivace e internazionale, luogo di incontri e tensioni culturali, dove la ragione illuminista si intreccia con il fascino del soprannaturale. Ma chi era davvero James Partridge? Un rispettabile commerciante inglese o un uomo avvolto da ossessioni e segreti? Intorno alla sua figura prende forma un affresco ricco di passioni, ideali e ombre, fino a una morte che ancora oggi mantiene i contorni della leggenda.
Alla presentazione di mercoledì 27 maggio – moderata da Stefano Ceccarini, vicepresidente dell’associazione culturale Livorno delle Nazioni verrà esposto al pubblico il taccuino originale, testimonianza preziosa del gusto, delle relazioni culturali e dell’immaginario europeo del tardo Settecento, normalmente conservato negli archivi della Biblioteca Labronica. Oltre agli autori Matteo Giunti ed Hélène Koehl, interverrà Angela Rafanelli, assessora alla Cultura del Comune di Livorno. L’ingresso è libero e gratuito.













