Home Toscana In evidenza - Toscana Toscana Rossa, ricorso al Tar il 18 febbraio

Toscana Rossa, ricorso al Tar il 18 febbraio

La lista di Antonella Bundu vuole i suoi consiglieri in Regione

Firenze, 5 dicembre 2025 – Se la Lista Toscana Rossa vedrà accolto il ricorso al Tar per le Regionali almeno due consiglieri del centrodestra potranno cedere il posto ai rappresentanti guidati da Antinella Bundu e anche gli equilibri della maggioranza dovranno essere messi di nuovo in discussione. L’udienza è fissata per il prossimo 18 febbraio, a darne notizia è l’Ansa. La protesta in forma legale è stata eseguita perché nonostante la capolista Bundu abbia ottenuto il 5,2 per cento di preferenze e sia stata eletta, la lista di partito ha invece ottenuto il 4,5 per cento di preferenze, senza raggiungere lo sbarramento richiesto per far entrare i suoi consiglieri, fissato al 5 per cento. Per Toscana Rossa si è trattato lo stesso di “un’indicazione di voto chiara, senza mettere la seconda croce sulla lista”. Da qui la richiesta al Tar: “Abbiamo una data per il ricorso, il 18 febbraio, e di questo siamo contenti – dichiara Bundu – decideranno se potremo entrare in Consiglio già dal febbraio oppure se dovremo andare al Consiglio di Stato”. Questa legge elettorale va cambiata: 72.321 persone sono senza una rappresentanza. Come calcolato dal nostro studio legale se entriamo noi, usciranno uno o due consiglieri regionali del centrodestra. E anche il centrosinistra dovrà assestarsi”. “Noi – ha anche detto – stiamo contestando la legittimità costituzionale di mettere degli ostacoli che vadano a inficiare quella che può essere una rappresentanza. Ora ci sono tre consiglieri, due del M5s e uno della Lega che hanno preso circa 20.000 voti in meno di noi e noi non siamo dentro: questo dovrebbe indignare tutti. Se dovesse andare male” al Tar “continueremo col Consiglio di Stato. Se dovesse andare male anche lì e noi pensiamo di noi, è comunque una questione che va sollevata anche dagli elettori. Questa legge elettorale va cambiata: 72.321 persone sono senza una rappresentanza. Come calcolato dal nostro studio legale se entriamo noi, usciranno uno o due consiglieri regionali del centrodestra. E anche il centrosinistra dovrà assestarsi. Noi ha anche detto stiamo contestando la legittimità costituzionale di mettere degli ostacoli che vadano a inficiare quella che può essere una rappresentanza. Ora ci sono tre consiglieri, due del M5s e uno della Lega che hanno preso circa 20.000 voti in meno di noi e noi non siamo dentro: questo dovrebbe indignare tutti. Se dovesse andare male al Tar continueremo col Consiglio di Stato. Se dovesse andare male anche lì e noi pensiamo di noi, è comunque una questione che va sollevata anche dagli elettori”.