Livorno, 8 ottobre 2025 – Navi Zim nel porto di Livorno, dopo gli scioperi e la respinta delle unità battenti bandiera israeliana, il sindacato Usb ha emanato una nota stampa in difesa dei lavoratori di tutte le compagnie di portuali che intenderanno incrociare le braccia per i possibili prossimi carichi, estendendo a tutti la copertura sindacale. Usb si pone di traverso anche alle accuse di irresponsabilità per la perdita delle commesse di lavoro e l’abbandono del porto di Livorno, da parte degli armatori e delle compagnie interessati. Nel frattempo, in questi giorni è arrivata in porto un’altra nave della Zim, la Iberia, proveniente dalla Grecia. Anche in questo caso era stato proclamato uno sciopero, poi ritirato. Ecco il comunicato di Usb: “Questa mattina la nave Zim Iberia, dopo giorni ferma in rada, ha fatto ingresso nel porto di Livorno e ha iniziato le operazioni di scarico. La stragrande maggioranza dei contenitori erano provenienti dal porto del Pireo. Come Unione Sindacale di Base, dopo la repentina retromarcia degli altri sindacati, siamo pronti, qualora lo chiedessero i lavoratori interessati, ad estendere la copertura di sciopero a tutte le ditte portuali coinvolte. Nella giornata di oggi, dopo aver ricevuto notizia del ritiro della proclamazione di sciopero, abbiamo iniziato un confronto con gli iscritti e con altri portuali di altre società. Ma soprattutto con il gruppo autonomo portuali di Livorno che in questa battaglia, così come in quella contro il traffico di armi, ha avuto un ruolo centrale. Per quanto ci riguarda, anche se tutti i portuali o anche uno solo, dovessero decidere di proseguire nel boicottaggio della compagnia israeliana, si deve garantire adeguata copertura di sciopero. Siamo convinti, altresì, che tale iniziativa deve estendersi anche negli altri porti italiani in modo da essere davvero efficace. Questa è anche l’indicazione emersa dal confronto con i portuali del Gap e questa sarà la nostra proposta che avanzeremo nelle prossime riunioni nazionali previste a breve. Concludiamo rispondendo a tutti quei soggetti che sono intervenuti facendo “terrorismo psicologico” dicendo che bisogna fare attenzione ai traffici e all’affidabilità del nostro porto. Nel nostro scalo sono stati diversi gli armatori che hanno negli anni e periodicamente abbandonato alcuni traffici e alcune tratte. Lo hanno fatto per i loro interessi e per i loro calcoli economici. La Zim è stata una di questi e altri si sono sostituiti. Adesso questi stessi armatori e terminalisti accusano i lavoratori di irresponsabilità ma quando sono stati loro a farlo, magari per esigenze di risparmio, nessuno ha mosso un dito. Siamo noi, a questo punto, a fare un appello alla responsabilità di fronte a migliaia di bambini trucidati a Gaza dallo stato di Israele”.












