
Pisa, 23 marzo 2026 – Circa 40 testi della Biblioteca Nimitz censurati dal Governo degli Stati Uniti nell’ambito della lotta alla “cultura woke” di Donald Trump, sono diventati il “fondo Nimitz” della Biblioteca della Scuola Normale di Pisa, nella sede fiorentina di Palazzo Vegni. “Un gesto simbolico per continuare a tenere accesi i riflettori sulla situazione che scuole e accademie statunitensi stanno vivendo in questa fase”. L’evento, che permetterà agli studiosi di consultare i libri che L’Accademia Navale degli Stati Uniti ha deciso di censurare un anno fa, è stato celebrato durante una conferenza questa mattina alle 11 alla quale hanno partecipato il Prof. Guglielmo Meardi, Preside della Classe di Scienze Politico-Sociali, il Prof. Donatella della Porta, Direttrice del Centro Studi sui Movimenti Sociali – COSMOS, il Prof. Francesco Caglioti, Presidente Comitato Scientifico della Biblioteca, il Dott. Enrico Martellini, Biblioteca della Scuola Normale Superiore il Prof. Marco Deseriis, Comitato Scientifico della Biblioteca, il Dott. Giuseppe Lipari, Comitato Scientifico della Biblioteca, promotore dell’iniziativa, il Dott. Giada Bonu Rosenkranz, Ricercatrice alla Scuola Normale Superiore e il Dott. Angela Adami, Ricercatrice alla Scuola Normale Superiore. La lotta contro la woke culture di Donald Trump è condotta dal Dipartimento della Difesa statunitense. Per “cultura woke” si intende il movimento culturale e sociale focalizzato sulla consapevolezza e vigilanza contro le disuguaglianze, razzismo, discriminazioni di genere e sessuali. Originato dalla comunità nera americana, oggi promuove inclusione, pronomi inclusivi e una rilettura critica della storia. È spesso associato al politicamente corretto e, talvolta, alla cancel culture.












