Livorno, 26 marzo 2026 – Ventisei anni fa moriva in un tragico incidente stradale l’attaccante del Livorno Calcio Rosario Aquino, a soli 20 anni. Erano le 13 del 25 marzo del 2000 quando la giovane promessa in prestito dalla Lazio, nato a Torre del Greco, rientrava a Livorno dopo essere andare a trovare la sua fidanzata. Imbocca la galleria di Montenero e un attimo di distrazione gli farà fare un salto di corsia, la sua Golf andrà a scontrarsi con un’altra vettura. Lo schianto e la tragedia, muoiono tutti, Rosario Aquino e il conducente dell’altra auto insieme alla moglie. Il tragico evento resterà per sempre segnato nel cuore di tutti i livornesi ed anche in quelli dei tifosi laziali, che ogni anno lo ricordano con dei comunicati sui quotidiani sportivi e sugli striscioni. Rosario Aquino darà il nome anche alla Curva Nord dello stadio Armando Picchi, fino alla morte e all’intitolazione al tifoso Fabio Bettinetti. Aquino militava all’epoca nel Livorno di Jaconi e di Spinelli, a fianco di Igor Protti, Claudio Grauso e Alessandro Doga. Nel campionato di C1 la squadra si classificò al terzo posto raggiungendo i play off, sconfisse l’Arezzo in semifinale e perse la finale e la serie B con il Como. Per Aquino 13 presenze e una rete, 8 presenze nella stagione precedente, sempre con il Livorno. Cresciuto nella primavera della Lazio arrivò in amaranto in comproprietà dopo essere stato acquistato dall’Ischia, con la quale raggiunse la convocazione nella nazionale italiana di serie C under 20. Con la Lazio vanta una convocazione in prima squadra per la Supercoppa Italiana contro la Juventus. Attaccante esterno di notevole rapidità e tecnica, faceva sperare per una luminosa carriera. Il Livorno Calcio lo ricorda con questo comunicato:
“l’US Livorno 1915 ricorda con profonda commozione Rosario Aquino, giovane attaccante amaranto prematuramente scomparso in un incidente stradale. Il suo nome, il suo sorriso e la sua passione per il calcio restano vivissimi nel cuore della società, dei compagni e di tutti i tifosi, parte indelebile della storia del Livorno”.












