


Massa, 14 aprile 2026 – In duemila hanno sfilato silenziosamente per le strade del centro di Massa con le fiaccole accese e deponendo numerosi mazzi di fiori in memoria del defunto Giacomo Bongiorni. Il corteo, organizzato dall’Arcidiocesi di Massa e dal Comune è partito da piazza Garibaldi per arrivare nel luogo della tragedia, piazza Palma. Tanti i volti tesi e in lacrime, tutti in silenzio e in testa la compagna e la madre. Due gli striscioni: “No alla violenza” e “Giustizia per un eroe”. Un episodio che ha sconvolto tutti, per la gratuità e la violenza contro un padre di famiglia colpevole solo di difendere il cognato che redarguiva un gruppo di giovani ubriachi mentre stavano prendendo a bottigliate una vetrina. Una morte senza ragione, in una serata passata insieme alla famiglia, il cognato, la compagna e il figlio di soli 11 anni. Molte le prese di posizione indignate e risentite, si chiede più controlli e che si alzi il livello della sicurezza, sul banco il convivere civile delle famiglie e il diritto a passare serate all’aperto in piena sicurezza. Ad intervenire in Parlamento il Deputato della Lega di Massa Andrea Barabotti: “Noi troviamo un po’ fuori luogo la richiesta di informativa al Ministro dell’Interno, ma vogliamo comunque associarci a questa richiesta perché il Ministro Piantedosi avrà così modo di parlare dei rinforzi alla Polizia di Stato che negli anni la questura di Massa Carrara ha avuto, avrà modo di parlare dell’investimento sulla sicurezza che è previsto tramite un accordo già siglato col Comune che prevede la realizzazione della nuova questura, avrà modo di parlare e di ringraziare l’amministrazione comunale perché, grazie alla videosorveglianza voluta dall’amministrazione Persiani capilarmente in tutta la città, i responsabili sono stati prontamente individuati e consegnati alla giustizia. Ma io dirò di più. Siccome il tema non è soltanto un tema di sicurezza ma è anche un tema sociologico, allora chiederei che la richiesta di informativa venga allargata anche al Ministero dell’Istruzione del Merito perché magari il Ministro Valditara avrebbe così la possibilità di spiegare a tutti coloro che oggi in quest’aula ci parlano di quella prevenzione necessaria che per la prima volta nella storia di questo Paese le linee guida nazionali che riguardano i programmi scolastici e le materie obbligatorie che sono soggette a insegnamento avranno come fil rouge proprio il tema dell’educazione alle relazioni, alla non violenza, alla parità e quant’altro. E magari è giusto che proprio in termini di prevenzione il Ministero venga qua a raccontarci quello che abbiamo fatto anche su questo piano. Detto questo, gli sciacallaggi purtroppo li abbiamo visti da una parte e dall’altra ma la comunità da questo punto di vista è assolutamente unanime e non chiede in questo momento che il teatrino della politica occupi lo spazio del dolore, occupi lo spazio della vicinanza. E allora chiudo questo intervento, Presidente, esprimendo la mia vicinanza alla compagna di Giacomo Buongiorno, Sara Tognocchi, ai figli Nina e Gabriele e a Lino e Giorgia che sono i genitori di Giacomo Bongiorni”. Arriva anche il contributo del sindaco Francesco Persiani: “La città è in lutto, la città voleva essere vicina, proprio fisicamente, partecipare emotivamente a questo evento. Ho visto una città che questi giorni veramente ha sofferto. Oggi, questa sera, è un momento anche di raccoglimento, di riflessione, che ci deve essere una comunità più coesa, essere vicini alla famiglia italiana per questa tragedia. Abbiamo perso un cittadino veramente di altissimo valore. Speriamo che anche una serata come questa possa permetterci di superare e di ripartire, e di cominciare a vivere la nostra città veramente in modo sicuro, in modo accogliente. Non dobbiamo farci prendere dalla paura di stare assieme, di frequentare i locali. Sicuramente ci saranno delle misure, dei rimedi, che naturalmente dovranno essere adottate, vengono adottate di conseguenza del fatto che è stato gravissimo, però questo, ripeto, deve essere un momento temporaneo, perché non voglio pensare che Massa debba vivere in stato di assedio o con il coprifuoco. Noi vogliamo ripartire. Ora però è il momento del dolore”.











