Lucca, 5 maggio 2026 – Sarebbero due giardinieri di 50 anni, residenti nella frazione lucchese di Santa Maria del Giudice, i responsabili dell’incendio che ha flagellato il territorio tra Lucca e Pisa sul monte Faeta. I due, dopo aver effettuato un lavoro di potatura di un oliveta, avrebbero dato fuoco alle sterpaglie, ma le fiamme, alimentate dal forte vento di grecale, si sarebbero propagate, causando l’incendio. I due giardinieri sono stati essi stessi ad autodenunciarsi ai Carabinieri Forestali e sono adesso indagati per il reato di incendio boschivo colposo e aggravato.
Il bilancio
Ecco le cifre del vasto incendio del monte Faeta: sono stati 800 i volontari e gli operai forestali intervenuti nell’arco di cinque giorni di operazioni, più un centinaio di coordinatori del Sistema per le Maxi Emergenze della Regione. A fiamme spente il conto si ferma a 660 ettari di verde andati in fiamme in un perimetro di estensione del rogo che ha raggiunto i venti chilometri. L’incendio è durato cinque giorni ed è stato necessario evacuare 3500 persone tra gli abitanti. “Desidero ringraziare ogni singolo operatore e volontario – dichiarano il presidente della Regione Eugenio Giani e il sottosegretario Bernard Dika – per la dedizione, la professionalità e il coraggio dimostrati in condizioni estremamente difficili. Il risultato raggiunto è di grande rilievo, soprattutto considerando che ci troviamo in un periodo dell’anno in cui il sistema antincendi boschivi non è ancora dispiegato come avviene nei mesi estivi”.












