Prato, 26 maggio 2025 – C’è un’altra svolta nel caso della escort trentenne di origini rumene scomparsa ormai dieci giorni fa da un residence di Prato dove era giunta da Roma dove risiedeva insieme alla madre per ricevere dei clienti. Nella notte tra il 15 e il 16 maggio gli inquirenti hanno rilevato che dopo la lunga telefonata avuta con la madre, i due cellulari di Maria Denisa Adas, una volta spenti sarebbero stati riaccesi non si sa da chi. Due le celle telefoniche con le quali i cellulari di Maria Denisa avrebbero scambiato dati on line, una telefonata in particolare desta preoccupazione, registrata alle 2 e 43 con una cella sita in via Nenni a Prato. Poco probabile che la ragazza abbia riacceso i cellulari che potrebbero essere stati usati dai rapitori. Perde terreno l’ipotesi di un sequestro da parte di una banda di rumeni ma la Procura continua ad ascoltare le amiche di Maria Denisa che dichiarano come possa essere stata picchiata e seviziata. Resta oscuro il ruolo dell’avvocato conoscente della madre, Maria Teresa Paun, la cui telefonata con quest’ultima è valsa una denuncia per mancate informazioni alle forze dell’ordine. Il legale nel frattempo ha voluto chiarire le sue posizioni con un’intervista rilasciata a Il Tirreno: “Sono un grande amico della madre di Denisa, questo non lo nego, ma la figlia non l’ho nemmeno mai vista e di questa storia non so niente. O meglio, sono stato contattato da Maria Cristina Paun quando la figlia è scomparsa, il 14 ero impegnato in un processo in Sardegna, poi sono andato in Calabria, in quei giorni non avrei nemmeno potuto assistere la madre di Denisa. Le ho consigliato di farsi aiutare e comunque di rivolgersi ai carabinieri. La figlia non l’ho mai neanche vista. Insomma, non sono io l’ipotetico cliente ossessionato da un rifiuto”. Questa tesi è confermata dalla legale della madre di Denisa, Maria Teresa Paun. Il cerchio si stringe dunque attorno ai clienti che Maria Denisa avrebbe avuto la sera della sua scomparsa, il primo alle 20 e 45, il quale però avrebbe un alibi, il secondo delle 23 e 30, un ragazzo residente a Pistoia che è stato ripreso dalle telecamere e un possibile terzo cliente di origini albanesi di cui Maria Denisa parlava in maniera preoccupata con la madre nella lunga telefonata già citata. In seguito i cellulari di Maria Denisa verranno spenti. È probabile che si abbandoni la pista di un sequestro a scopo estortivo in direzione di un atto ritorsivo e persecutorio. Sono molti infatti gli accenni a “clienti pericolosi e insistenti” che Maria Denisa aveva condiviso con le colleghe mediante una chat allo studio delle indagini degli inquirenti. E ormai sono passati dieci giorni e la ragazza potrebbe essere lontano dalla Toscana.
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Spuntano due telefonate fatte nella notte della sua scomparsa dai cellulari di Maria Denisa Adas
Nei risultati delle indagini i cellulari sono stati riaccesi da qualcuno












