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Carcere Le Sughere, allarme sovraffollamento: “Oltre la capienza, chiudere il reparto di media sicurezza”

Sindacati e associazioni lanciano l’allarme: “Struttura al 139% di affollamento, il nuovo padiglione sia l’occasione per superare una situazione che compromette la dignità delle persone”

Livorno, 14 luglio 2026 – È emergenza sovraffollamento al carcere Le Sughere di Livorno. Secondo quanto denunciato da Cgil Livorno, Arci Livorno e dal garante dei detenuti del Comune, nella struttura il tasso di occupazione ha raggiunto il 139%, con una situazione definita “sempre più insostenibile”.

Attualmente all’interno del carcere livornese risultano presenti 125 persone nel reparto alta sicurezza, 70 nel reparto media sicurezza e 18 nella sezione nuovi giunti.

L’allarme è stato lanciato questa mattina durante una conferenza stampa davanti alla casa circondariale, alla quale hanno partecipato Gianfranco Francese, segretario generale Cgil Livorno, Alessio Simoncini, presidente Arci Livorno, Marco Solimano, garante dei detenuti del Comune di Livorno, e Alessandro Scotto, collaboratore del garante.

L’iniziativa si inserisce nella mobilitazione nazionale promossa da “Alleanza per l’articolo 27”, rete nata per richiamare l’attenzione sulla situazione delle carceri italiane e sul rispetto del principio costituzionale secondo cui le pene devono avere una funzione rieducativa e non possono tradursi in trattamenti contrari al senso di umanità.

Al centro della richiesta c’è l’apertura del nuovo padiglione del carcere livornese, completamente ristrutturato, che nei prossimi giorni dovrebbe diventare operativo con una capacità di circa 134 posti.

Secondo i promotori della mobilitazione, l’apertura della nuova sezione dovrebbe essere accompagnata dalla chiusura del reparto di media sicurezza, giudicato ormai in condizioni non adeguate.

“È un padiglione fatiscente e altamente insalubre – hanno spiegato Francese, Simoncini, Solimano e Scotto – che compromette la dignità e il decoro delle persone recluse e di chi ogni giorno lavora all’interno della struttura”.

Le associazioni chiedono quindi che il nuovo spazio venga utilizzato per superare definitivamente le criticità dell’attuale reparto. In caso contrario, hanno annunciato la possibilità di valutare un esposto alla magistratura per chiedere interventi urgenti, sul modello di quanto avvenuto per altre strutture penitenziarie toscane.

La mobilitazione richiama il principio contenuto nell’articolo 27 della Costituzione, secondo cui “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.