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La maxi rissa di Forte dei Marmi e la malamovida dei “figli di papà”

Il commento di Michele Cosentino

Forte dei Marmi, 23 luglio 2026 – Niente immigrati, niente baby gang, non si è trattato di una rissa a “colpi di machete” nella periferia di Roma, Milano o Palermo, e neanche nella nostra piazza Garibaldi, alle 1 e 30 di sabato scorso. È successo allo storico Caffè Morin, vicino alla Capannina, di recente acquistata da Armani, nel cuore del quartiere vip del turismo di Forte dei Marmi, di tutto, calci e pugni e ad un certo punto sono iniziate a volare le biciclette, una maxi rissa clamorosa, protagonisti i ragazzini bene e figli di buona famiglia in vacanza. Decine di giovani hanno perso la testa, forse l’alcol, chissà le droghe, una perdita di controllo generalizzata ed impiegabile in uno dei locali più in della movida versiliese. Sono stati costretti ad intervenire, per sedare la rissa, gli addetti e gli inservienti dell’hotel e in pochi minuti sono arrivate le forze dell’ordine ma dei partecipanti non era rimasto nessuno, tutti dileguati. E non si registra nessun ferito e neanche si procede con le denunce, le identificazioni, per perseguire un particolare reato. Le indagini intanto ovviamente vanno avanti, da parte della Polizia, alla ricerca di un “perché”. Sulla stampa “pochi trafiletti”, viene denunciato da più parti. E allora perché se ne parla così poco, quando invece l’argomento della malamovida è al centro del dibattito politico in più città? Una nota è stata espressa da Federalberghi Forte dei Marmi per lamentarsi dei danni subiti, ma a livello ufficiale e politico, sono in pochi a indignarsi, a prendere posizione, ad organizzare vertici in Prefettura, ricordiamo il Cosp della nostra via Cambini, ad esempio. Il rischio è il solito, qualcuno avrebbe potuto farsi del male, eppure essere “figli di papà”, come riportato da più “normali” utenti dei social, fa la differenza, eccome. Tra questi utenti “normali” dei social, che hanno postato un commento a quanto avvenuto, abbiamo riportato un commento da parte di un utente che proprio “normale” non è, anche se non è né un assessore, né un politico, né un sindaco, né un prefetto. Stiamo parlando di “Mik” Cosentino, ex campione della nazionale italiana di nuoto e oggi imprenditore di successo nel campo del marketing on line. Ecco cos’ha condiviso con i suoi follower:

Siamo nel quartiere Roma Imperiale, la zona più esclusiva della Versilia dove una notte costa più di quello che un operaio prende in una settimana. Venerdì notte un branco di ragazzini milanesi in camicia firmata hanno trasformato letteralmente quel posto in una arena di gladiatori. Si sono presi a tavoli, a sedie, hanno sollevato delle biciclette e se le sono tirate addosso come fossero armi. La gente che c’era fuori è dovuta scappare e i portieri degli hotel sono usciti a separarli. La cosa che mi fa arrabbiare è che io conosco esattamente il tipo di persona: sono i classici di figli di papà che non hanno mai guadagnano un euro in vita loro e girano con la carta di credito del papi e pensano che il mondo sia il loro parco giochi privato. Questi distruggono i locali degli altri perché sanno benissimo come andrà a finire il papino chiama l’avvocato e si paga il danno, nessuna denuncia e lunedì questi sono di nuovo al tavolo come se niente fosse. E infatti è proprio quello che è successo. Perché la polizia è arrivata e non ha trovato nessuno perché questi codardi appena sentono le sirene spariscono come dei ratti. Zero identificati, zero denunce e zero conseguenze. Poi il Comune fa l’appello ai genitori, controllate meglio i vostri figli ma qui i genitori sono il problema, non la soluzione. I genitori sono gli stessi che a questi ragazzini non hanno mai detto un no o fatto capire che le cose hanno un valore. Gli hanno dato tutto senza fargli sudare niente e ora si stupiscono che si comportano come degli animali. Io non ce l’ho con chi ha soldi perché li ho anche io ma con chi li usa per sentirsi intoccabile. Perché la ricchezza senza disciplina produce quello che avete visto: dei ragazzini vuoti che distruggono tutto quanto perché non hanno mai costruito niente, non sanno cosa significa perdere qualcosa che ti sei sudato duramente.