

Livorno, 3 luglio 2025 – A Firenze a villa Palmerino in mostra le opere del pittore livornese Ludovico Tommasi, “Epifanie agresti tra Fiesole e Firenze” il titolo dell’esposizione. Ludovico, fratello di Angiolo Tommasi e cugino di Adolfo Tommasi, entrambi pittori di fama livornesi, oltre alla pittura si è specializzato anche nella musica, diplomandosi al Conservatorio di Firenze in violino. Intimo amico intimo di Giovanni Pascoli del quale curò l’illustrazione della raccolta “Myricae”, fu un esponente del circolo della Bohème insieme al fratello Angiolo e ad altri pittori livornesi che si riunivano nella villa Orlando a Torre del Lago, con il grande compositore Giacomo Puccini. Un altro tassello della grandiosa stagione culturale della Livorno di fine ottocento, tra musica, opera, arte e pittura. La sperimentazione e l’interpretazione dei maestri macchiaioli, Silvestro Lega, Telemaco Signorini e in primis Fattori, arriva fino ai paesaggi dei colli fiorentini in una dimensione intrisa di colori che rivela nelle opere di Ludovico un’atmosfera sognante. Dopo anni di oblio anche a Livorno si è riacceso l’interasse nei confronti dei Tommasi, grazie alle celebrazioni del centenario della morte di Angiolo Tommasi, autore del famoso ritratto di Mascagni custodito a villa Mimbelli e di altre opere di rilievo nazionale come la gigantesca tela “I migranti”, conservata al Museo Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma e diventata simbolo del 150 esimo anniversario dell’unità d’Italia nel francobollo celebrativo, e con il restauro della cappella di famiglia al Picchianti, non lontano dalle Terme del Corallo dove Mascagni e i Tommasi si frequentavano. La mostra di villa Palmerino è visitabile dal 26 giugno al 31 agosto. Il catalogo presenta una serie di disegni inediti di Ludovico Tommasi. Il corpus di fogli, di proprietà della famiglia Angeli, ci introduce nella dimensione sognante dell’arte di Tommasi, il quale trasfigura liricamente il paesaggio esteso tra la periferia suburbana di Firenze e le colline di Fiesole e Settignano, risuonando nei suoi disegni l’eco delle Myricae di Pascoli, che di Tommasi fu estimatore ed amico: “Sono frulli d’uccelli, stormir di cipressi, lontano cantare di campane”. In questa antologia di intermittenze del cuore la natura rivela tutta la sua poeticità, in vedute di tacita bellezza che ricordano le pagine più liriche di Mario Pratesi, narratore toscano amato e incoraggiato nella sua attività da Vernon Lee, che nella sua collezione ospitava dipinti di Angiolo e Lodovico Tommasi. La raccolta di disegni è arricchita da due dipinti a olio di Tommasi anch’essi mai esposti al pubblico, ideale controcanto dell’opera grafica dell’artista, nonché da due quadri di Carlo Adolfo Schlatter la cui pittura incarna la fase simbolista dell’arte toscana che lo stesso Tommasi inaugura e prefigura. Dall’ampia risonanza del paesaggio agreste, in cui la luce sfolgora vibrante, Tommasi nei suoi disegni trascorre verso atmosfere attenuate da spenti bagliori, mentre il tratto si addensa a sfumare i campi bruniti dalla stagione maturante e la visione si conforta tra le quinte di cipressi e alberi da frutto, ritraendosi nell’intimità del giardino animato da presenze appartate e discrete, sino a concentrare lo sguardo nel recondito limitare dell’hortus conclusus di Villa La Casaccia a Bellariva, dove la luce si cristallizza in tonalità smorzate e affiora un’atmosfera intrisa di un affabile mistero. Questo respiro della visione dall’esterno verso l’interno, conduce Tommasi a indagare la figura umana, prima collocata su ampi sfondi, poi circondata dalla quiete dell’ambiente domestico, che evoca il lento svolgersi delle ore; per cui alla dimensione dello spazio si aggiunge quella del tempo, della sua antica ripetizione, come un’eco, nella mitezza di un dolce romanzo famigliare. L’acuirsi dello sguardo si spinge a isolare profili di uomini che lavorano o dipingono, e donne che attendono alle loro mansioni quotidiane, la cui operosità riflette la disposizione d’animo dell’artista, il quale indugia liricamente sulla commossa innocenza del mondo umile che lo circonda, affettuosamente ravvivato dalla presenza gentile degli animali. Su tutto, prevale il senso di una natura in cui acquietarsi dolcemente, facendola coincidere col nucleo della propria ispirazione, e del proprio destino. La mostra è inserita nel programma Sconfinamenti / Itinerari lenti tra città e campagna del nostro quartiere, inserita nel cartellone dell’Estate Fiorentina 2025 a cura dell’Associazione Culturale il Palmerino con Casa Museo Schlatter e I Libri di Mompracem e Itaca che ne ha edito il catalogo.
Queste le dichiarazioni della discendente della famiglia Tommasi e detentrice dell’archivio Ghigo Tommasi Alessandra Rey: “L’archivio Ghigo Tommasi ha avuto il piacere di prestare fotografie di Lodovico e documenti sulla famiglia Tommasi che hanno messo in luce il rapporto con la città di Fiesole. Ha fornito inoltre informazioni su Lodovico Tommasi e i suoi rapporti con lo scultore Giuseppe Preziosi autore di una caricatura di Lodovico e del busto bronzeo installato sulla tomba di Lodovico al cimitero monumentale Le Porte Sante. Questi materiali sono presenti nella mostra e nel catalogo”.










