Livorno, 17 luglio 2025 – Lo scalo labronico conquista un ruolo da protagonista nella transizione ecologica del sistema portuale europeo. Secondo un recente studio dell’organizzazione ambientalista Transport & Environment (T&E), riportato da Il Tirreno, Livorno è tra i soli quattro porti in Europa ad aver già installato o avviato gare per oltre il 50% degli impianti di cold-ironing previsti dalle normative UE. Un risultato che lo colloca accanto a città come Algeciras (Spagna), Świnoujście (Polonia) e La Valletta (Malta), e che ne conferma la leadership nel percorso verso la decarbonizzazione.
Il cold-ironing – ovvero l’alimentazione elettrica delle navi durante la sosta in porto, in alternativa ai motori a combustibili fossili – è una delle misure chiave individuate dall’Unione Europea per ridurre le emissioni del settore marittimo, responsabile, secondo T&E, di oltre il 6% della CO₂ prodotta a livello portuale. Le navi ferme ma ancora alimentate da motori ausiliari rilasciano anche sostanze inquinanti come ossidi di azoto, ossidi di zolfo e particolato, con gravi impatti sulla qualità dell’aria e sulla salute delle comunità costiere.
Il primato di Livorno arriva a pochi mesi da un altro dato positivo: il miglioramento della qualità dell’aria, certificato dai rilievi europei. E oggi il sindaco Luca Salvetti celebra con soddisfazione:
“Dopo i riscontri positivi dei rilevamenti europei sulla nostra qualità dell’aria – scrive il primo cittadino in un post – arriva anche una conferma sul lavoro fatto per migliorare ancora. Livorno c’è.”
Mentre Livorno accelera, altre realtà portuali restano indietro. L’analisi di T&E mette in evidenza forti ritardi in scali strategici come Anversa, Dublino, Danzica e Lisbona, che non hanno ancora avviato investimenti significativi. E anche porti di primo livello come Rotterdam, Barcellona, Valencia, Bremerhaven e Le Havre sono ben lontani dagli obiettivi stabiliti dalle direttive europee.
Il successo del porto di Livorno non è solo un segnale di lungimiranza ambientale, ma anche un’opportunità economica: i porti meglio attrezzati per la transizione ecologica potranno attrarre traffici più sostenibili e investimenti nel lungo periodo. La sfida ora è mantenere il ritmo e completare gli impianti nei tempi richiesti.











