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Nove femminicidi nel 2024 in Toscana, dati in aumento

Il rapporto sulla violenza di genere in Toscana

Firenze, 24 novembre 2025 – Arrivano numeri in crescita dal diciassettesimo rapporto sulle violenze di genere in Toscana, in aumento i casi tra i giovanissimi e le persone anziane. Sono 9 i femminicidi nel 2024 e 149 dal 2006, oltre 5600 le donne che hanno contattato i 25 centri anti violenza della Toscana. Sempre nel 2024 sono stati 2701 gli accessi con codice rosa al pronto soccorso, 400 in più rispetto al 2023. “Sono 5.670 le donne che si sono rivolte nel 2024 ai centri antiviolenza e circa 3.500 quelle che hanno iniziato il percorso – dichiara Agnese Bardelli, ricercatrice dell’Osservatorio sociale regionale Federsanità-Anci Toscana – i femminicidi in Toscana sono stati nove, portando il numero, dal 2006 ad oggi, a 149 donne che hanno lasciato dietro di sé 51 orfani speciali”. Per quanto riguarda l’accesso al pronto soccorso in codice rosa la percentuale di maschi e di minori è del 17 per cento e le donne che hanno contattato le strutture toscane sono 1130 in più rispetto al 2023, aumento che riguarda tutte le province toscane ad eccezione di quella di Livorno. Il 32% delle donne è di nazionalità straniera, il 66% ha figli mentre sono 3.252 i minori seguiti, 134 donne sono ospitate nei 28 centri rifugio insieme a 107 figli e 1.082 donne sono state prese in carico dai servizi sociali. In crescita pure gli uomini che stanno effettuando un percorso nei centri antiviolenza loro riservati, con 1.155 casi, quasi il doppio sul 2023, di cui il 71% italiani. “I dati sono molto preoccupanti, però per la Toscana possiamo dire che la rete antiviolenza c’è ed è apprezzata – dichiara Francesca Basanieri, presidente della Commissione pari opportunità regionale – E un fenomeno che si evolve, con sempre più casi tra giovani, giovanissimi e anche sulla terza età, addirittura sulla quarta età. Per i primi dobbiamo lavorare sull’educazione affettiva, sui consultori per i giovani e sull’educazione a esperienze sessuali, con buona pace dei ministri della nostra Repubblica. Per gli anziani non c’è dubbio che la solitudine e la perdita di relazioni fa sì che accadano questi fenomeni”.