Livorno, 10 dicembre 2025 – Riportiamo l’intervento della presidente dell’Associazione Italia Israele di Livorno Celeste Vichi sul quotidiano Il Riformista.
La lotta all’antisemitismo merita una risposta trasversale
Il dibattito italiano degli ultimi mesi è stato segnato da tensioni e da un preoccupante ritorno dell’odio antiebraico. É necessario ricordare il contesto: il 7 ottobre Hamas ha compiuto contro Israele il più grave massacro dalla Shoah, costringendo Israele a una risposta vitale per la propria sopravvivenza. Da allora, in Occidente si è diffusa una mobilitazione che mira a delegittimare il diritto di Israele a difendersi. In questo clima si è radicaliz zato lo slogan che nega l’esistenza stessa dello Stato ebraico e si intreccia con estremismi che evocano la cancellazione del popolo ebraico. Il Coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo ha registra to nel 2024 un incremento del 400% degli atti antise miti. Questo dato, da solo, dovrebbe essere sufficien- te a far comprendere a tutti l’urgenza di un argine legislativo chiaro e incisivo. L’unico strumento adeguato, in una società democratica, è una legge che condanni con fermezza le condotte inequivocabilmente antisemite. In base alla definizione IHRA contrariamente a quanto affermato dai suoi detrattori la critica politica alle scelte del governo israeliano non è antisemitismo. Lo è invece aggredire docenti universitari. impedire a professori ebrei di tenere lezione. vandalizzare sinagoghe e pietre d’inciampo, bloccare conferenze solo perché i relatori sono ebrei, impedire a studenti ebrei di organizzare incontri accademici. Come lo è perseguitare cittadini italiani di religione ebraica per presunte posizioni po litiche attribuite loro sulla base dell’identità religiosa. Estirpare queste condotte significa finalmente affrontare una patologia antica della nostra società, che ritorna ciclicamente come un mostro dalle molte teste, e che chi studia l’antisemiti smo dovrebbe conoscere profondamente. Sorprende che una legge di civiltà finalizzata a liberarci dall’odio del passato e del presente sia osteggia ta da una parte della sinistra, mentre viene sostenuta da forze politiche spesso additate in piazza come “fasciste”. Mi auguro che questa opposizione non sottenda calcoli di consenso o convenienze di schieramento. É neces- sario scegliere da che parte stare. La definizione IHRA riafferma il diritto di Israe le ad esistere come Stato ma non pone in alcun modo limiti alla sacrosanta libertà di criticare il governo israeliano, come si fa per qualunque altro Paese al mondo. Per tutte queste ragioni, riteniamo essenziale che il disegno di legge promos so da UAII venga adottato al più presto. L’inserimento di percorsi formativi nelle scuole, come richiesto dalla nostra associazione, rappresenta uno degli strumenti più efficaci di prevenzione dell’odio. Del pari le propo ste di legge tutelano esplicitamente la libertà di ricerca e di insegnamento, com’è previsto dalla Costituzione. Il ddl non introduce nuovi controllori: chiede che gli organismi di vigilanza universitari individuino una figura incaricata di monitorare le iniziative contro l’antisemitismo, in linea con i codici etici e con la strategia nazionale già vigente. In Commissione Affari Costituzionali al Senato e alla Camera sono depositate proposte presentate dal senatore Romeo (Lega), dal senatore Gasparri (Forza Ita- lia), dall’onorevole Molinari (Lega) e dall’onorevole Ma- laguti (Fratelli d’Italia). Rite- niamo auspicabile un testo unico condiviso, che inclu- da anche la proposta Delrio sul contrasto dell’antisemi- tismo online. La lotta all’antisemitismo deve essere trasversale, così come lo è stato l’impegno di UAII con le forze politiche di ogni orientamento, e deve prevedere anche la creazione di un fondo per iniziative nelle università, sulla scia delle proposte della senatrice Segre. Oggi come ieri, bisogna chiaramente saper scegliere da che parte stare.












