Home Livorno Provincia Costa degli Etruschi Cecina, tenta di uscire dal supermercato con oltre mille euro di merce...

Cecina, tenta di uscire dal supermercato con oltre mille euro di merce non pagata: arrestato 20enne

Cecina, 14 marzo 2026 – Aveva nascosto decine di spazzolini elettrici all’interno di borse termiche nel tentativo di superare le casse senza pagare, ma è stato bloccato dai carabinieri poco dopo l’uscita dal supermercato. Un giovane di 20 anni, originario dell’Est Europa, è stato arrestato in flagranza di reato con l’accusa di furto aggravato.

L’intervento è stato effettuato dai militari dell’Arma dei Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Cecina, impegnati in un servizio di controllo del territorio finalizzato alla prevenzione dei reati predatori.

Il giovane è stato notato mentre usciva di corsa da un supermercato della grande distribuzione, inseguito da due dipendenti dell’esercizio commerciale. I carabinieri lo hanno raggiunto e fermato a pochi metri dall’ingresso, impedendogli di allontanarsi con la merce.

Secondo quanto ricostruito dai militari, poco prima il 20enne sarebbe riuscito a eludere le casse passando dal tornello di ingresso del punto vendita con una manovra improvvisa.

Durante la perquisizione i carabinieri hanno trovato due borse termiche, anch’esse prelevate all’interno del negozio, utilizzate per nascondere la merce e tentare di aggirare i sistemi antitaccheggio. All’interno c’erano ben 47 confezioni di spazzolini elettrici, oltre ad altri prodotti alimentari e beni di consumo. Il valore complessivo della refurtiva ammontava a 1.208 euro.

L’intera merce recuperata è stata restituita al supermercato. Il giovane è stato invece arrestato e trasferito alla casa circondariale di Livorno, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Successivamente l’arresto è stato convalidato e nei confronti del 20enne è stata disposta la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Livorno. Secondo quanto emerso dalle verifiche dei carabinieri, la quantità e la tipologia dei prodotti rubati farebbero ipotizzare una possibile destinazione alla rivendita nel mercato illecito al dettaglio.