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Livorno firma il Manifesto del Lavoro Buono: 30 soggetti insieme per lavoro sicuro e dignitoso

Livorno, 17 aprile 2026 – Firmato in Comune il Manifesto del Lavoro Buono, documento promosso dall’amministrazione per mettere al centro qualità, sicurezza e dignità del lavoro. Alla sottoscrizione hanno partecipato istituzioni, sindacati, associazioni di categoria e ordini professionali, alla presenza del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.

Si tratta, come evidenziato durante l’incontro, di un’iniziativa unica a livello nazionale: Livorno è il primo Comune a promuovere un manifesto condiviso da oltre 30 soggetti del territorio sul tema del lavoro.

Il documento non ha valore normativo ma rappresenta una cornice culturale e operativa, con l’obiettivo di orientare politiche pubbliche e comportamenti delle imprese. Tre i pilastri indicati: lavoro sostenibile (regolare, stabile e adeguatamente retribuito), lavoro sicuro (attenzione alla prevenzione e al benessere) e lavoro inclusivo (senza discriminazioni e accessibile a tutti).

Tra le azioni annunciate dal Comune: l’introduzione del salario minimo negli appalti pubblici, progetti sulla sicurezza nelle scuole, iniziative per migliorare le condizioni nei cantieri e monitoraggi sui settori più fragili come logistica e turismo.

“Non è solo un documento, ma una direzione condivisa”, ha sottolineato l’assessore al lavoro Federico Mirabelli, evidenziando la necessità di rispondere ai cambiamenti del mercato tra innovazione, precarietà e nuove disuguaglianze.

Sulla stessa linea il sindaco Luca Salvetti, che ha ribadito l’impegno dell’amministrazione nel promuovere un lavoro “buono e soprattutto sicuro”, mentre il presidente Giani ha richiamato il valore costituzionale del lavoro, definendolo fondamento della Repubblica.

Dal prefetto Giancarlo Dionisi è arrivato infine l’invito a trasformare il manifesto in uno strumento concreto: “Lo sviluppo economico non può prescindere dalla sicurezza e dalla dignità dei lavoratori”.

L’obiettivo dichiarato è fare di Livorno un modello replicabile anche a livello regionale.