Livorno, 03 dicembre 2025 – I Carabinieri della Stazione di Donoratico hanno denunciato due uomini, entrambi sulla quarantina, ritenuti presunti autori di una truffa ai danni di una donna del posto. La vittima è stata ingannata attraverso la tecnica dello spoofing, che permette ai truffatori di far apparire sul telefono un numero diverso da quello reale, anche quello di una caserma dell’Arma.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto è iniziato con un sms sospetto che segnalava un movimento bancario non autorizzato di 1.573 euro. Nel messaggio veniva indicato un numero da chiamare per bloccare l’operazione. All’altro capo del telefono, però, non c’era un operatore antifrode, bensì un truffatore.
L’uomo, fingendosi un addetto della banca, ha raccontato alla vittima che sul suo conto erano in corso operazioni fraudolente e che la situazione era già oggetto di indagine da parte dei Carabinieri. Poco dopo, la donna ha ricevuto una seconda telefonata da un’utenza fissa che, sul display, risultava compatibile con quella di una caserma di Livorno: un presunto “colonnello” le avrebbe chiesto di “mettere al sicuro” i propri soldi con un bonifico immediato da 18mila euro.
Convinta della veridicità della chiamata, la donna si è recata in banca e ha eseguito il trasferimento mentre rimaneva in contatto telefonico con i truffatori, che le avrebbero anche suggerito di non destare sospetti al personale allo sportello. Una volta ricevuto il denaro, i malviventi hanno interrotto ogni comunicazione.
Solo in seguito la vittima ha scoperto l’inganno: la telefonata “dalla caserma” non proveniva affatto dall’Arma, ma era stata generata tramite spoofing.
Le indagini dei Carabinieri di Donoratico, sviluppate con accertamenti tecnici e incroci informativi con altri reparti, hanno permesso di identificare due sospettati già noti per episodi simili. Per entrambi è scattata la denuncia in stato di libertà alla Procura di Livorno con l’accusa di truffa aggravata in concorso.











