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Il Pd vuole salvare l’ingresso del castello di Rosignano

Interpellanza urgente contro l'alienazione privata del bene storico per 60 mila euro

Rosignano, 20 maggio 2026 – L’ingresso al castello di Rosignano Marittimo con l’arco e lo stemma mediceo rischia di finire in mani private e potrebbe così scomparire un bene storico dal valore “inestimabile”. Il Comune di Rosignano ha deciso di operare con un’alienazione che porterebbe nella mani private l’immobile al prezzo di 60 mila euro. In sua difesa il Pd di Rosignano ha depositato un’interpellanza urgente: “C’è un pezzo del nostro cuore storico e identitario che rischia di finire in mani private. Parliamo dell’immobile nel Castello di Rosignano Marittimo, l’unico che ha l’accesso diretto al terrazzino sopra l’arco monumentale (quello con lo stemma mediceo, la storica porta d’accesso al cuore del Castello). La giunta ha deciso di metterlo in vendita a una base d’asta di 60.000 euro. Per noi è una scelta sbagliata. Ecco perché abbiamo presentato un’interpellanza urgente in Consiglio Comunale: un valore storico inestimabile: l’edificio si trova a due passi da Palazzo Bombardieri (sede del Museo Archeologico), dalle antiche carceri del Pretorio e dagli spazi dedicati alla memoria di Pietro Gori. Già nel 1787 il Granduca Pietro Leopoldo ne elogiava il valore storico. In contraddizione con il passato: tutte le amministrazioni precedenti hanno sempre lavorato per acquisire e mantenere pubblici i beni del Castello, non per svenderli. Una vocazione culturale tradita: quello spazio ha una naturale predisposizione per diventare un luogo di recupero culturale e ricettività artistica, magari in sinergia con l’esperienza di Armunia, non un appartamento privato. Mentre in tutta Italia i Comuni investono per recuperare e valorizzare i borghi storici, qui si sceglie di privatizzare un bene strutturalmente connesso alla porta d’ingresso del nostro Castello. Chiediamo la sospensione immediata di questa vendita e un ripensamento totale. I beni pubblici e la nostra storia appartengono a tutta la comunità, non al migliore offerente”.