Livorno, 10 luglio 2025 – A meno di un anno dalle elezioni regionali, in Toscana regna l’incertezza. Nessun nome ufficiale, pochi incontri concreti e molte tensioni sotterranee. Eugenio Giani, presidente uscente, è pronto a ricandidarsi, ma dal Nazareno non arriva alcuna benedizione. Elly Schlein prende tempo, mentre dentro il Partito Democratico cresce il malumore. Il “campo largo” resta un miraggio, e intanto la destra studia il colpo per tentare l’impresa storica: espugnare la roccaforte rossa.
Giani non aspetta. Si muove, partecipa, inaugura, si fa vedere. Nei fatti, è già in campagna elettorale. Ma appare sempre più solo, circondato da un partito che non lo sconfessa, ma nemmeno lo sostiene apertamente. In Toscana c’è chi storce il naso, chi spera in un profilo più identitario e meno “civico”, più vicino alla linea Schlein. Ma nessuno, per ora, ha il coraggio di mettere sul tavolo un’alternativa. E il rischio paralisi è dietro l’angolo.
Nel frattempo, il Movimento 5 Stelle osserva da lontano, con Conte che non ha ancora aperto bocca sul futuro della Regione. I piccoli partiti della sinistra aspettano l’invito a un tavolo che non si è mai riunito. L’alleanza larga resta sulla carta, e ogni giorno perso rischia di trasformarsi in un assist alla destra, che sogna l’impresa.











